L'India e la sua cosmogonia mi hanno insegnato lo yoga e la meditazione; il Sudamerica mi ha trasmesso il il valore del rito e della cerimonia. In Europa ho poi approfondito questo cammino con la formazione in psicoterapia transpersonale a Barcellona, partecipando a seminari di breathwork e offrendo supporto nei progetti di harm reduction durante i festival di musica elettronica in Spagna e in Svezia, luoghi dove ho imparato quanto sia importante la presenza di uno spazio sicuro, anche nei contesti più intensi. In Italia ho arricchito la mia pratica con strumenti come EMDR e Costellazioni Familiari. Tutte queste esperienze confluiscono oggi nel mio modo di accompagnarti: preparare, sostenere e integrare i tuoi vissuti, perché diventino parte viva della tua crescita e della tua autenticità.
Quando si arriva in terapia, spesso è perché si sente che qualcosa dentro si è spezzato. Una crepa, una frattura che fa male e che diventa difficile portare da soli.
La terapia, per me, è come il kintsugi, l’arte giapponese che ripara con l’oro i frammenti: i pezzi rotti possono ricomporsi in una nuova forma, unica e preziosa. Le ferite diventano linee luminose che raccontano la tua forza e la tua irripetibile bellezza.
Questo spazio è per te: per rimettere insieme i pezzi, in un luogo sicuro e accogliente, libero da giudizi, dove la tua vulnerabilità può trasformarsi in autenticità e crescita.